Inoltre, Lui si strinse nelle spalle e lasciò il piatto pressoché intatto, sono membro di questo consiglio, che ha potere solo perché ci sosteniamo l'un l'altro. Sarebbe stupido e avventato da parte di uno qualsiasi di noi elevarsi al di sopra degli altri.» Il consiglio si acquietò al termine del breve discorso, ed Elessari battè il palmo sul braccio di Jòrmundur.

Hai esclamò Saphira. Probàbilmente avrebbe già rivendicato la posizione, se avesse trovato il modo di farsi sostenere dagli altri. Guarda come lo fissano. Sembra un lupo in mezzo a loro.

Un lupo in mezzo a un branco di sciacalli, direi.

«Nasuada possiede sufficiente esperienza?» indagò Eragon.

Elessari protese le sue forme sul tavolo. «Ero qui già da sette anni quando Ajihad si unì ai Varden. Ho visto crescere Nasuada e trasformarsi da bambina vivace nella donna che è ora. Forse un po' impulsiva in certe occasioni, ma perfetta per guidare i Varden. Il popolo l'amerà. E io» dichiarò, battendosi orgogliosamente il petto «e i miei amici saremo qui per guidarla in questi tempi difficili. Non resterà mai senza qualcuno che le indichi la via. L'inesperienza non sarà un ostacolo al ruolo che le compete!»

Eragon afferrò al volo. Vogliono una marionetta!

«Le esequie di Ajihad si terranno fra due giorni» intervenne Umérth. «Subito dopo, abbiamo in programma di designare Nasuada come nostro nuovo capo. Dobbiamo ancora chiederglielo, ma siamo sicuri che accetterà. Vogliamo che tu sia presente alla nomina, perché in tal caso nessuno, nemmeno Rothgar, potrà lamentarsi della designazione. E vogliamo un tuo giuramento di fedeltà ai Varden. Questo servirà a restituire al popolo la fiducia che ha smarrito con la morte di Ajihad, e impedirà qualsiasi tentativo di disgregare questa organizzazione.»

Fedeltà!

Saphira sfiorò la mente di Eragon.



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